Tusa scopritore delle tre teste imperiali a Pantelleria. Il ricordo di Mazzonello

La scomparsa prematura di Sebastiano tusa ha fortemente colpito l’intera isola di Pantelleria, eletta sua seconda dimora diversi anni fa.

Era sovrintendente del Mare della Regione Siciliana, docente di Paleontologia all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, e con il suo operato ha riportato alla luce e alla gloria tratti della storia.

Importanti sono le scoperte archeologiche realizzate da Tusa, come nel 2003, quando, durante scavi da lui diretti nell’isola di Pantelleria, furono trovati tre ritratti imperiali romani.

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Nel 2008 aveva realizzato un film documentario con Folco Quilici sulla preistoria mediterranea a Pantelleria.

I suoi studi e gli scavi da lui promossi hanno assegnato a Pantelleria il ruolo di  ”crocevia per i mercanti” in epoca antichissima.

Amava Pantelleria e se ne prendeva cura spingendo alla sua valorizzazione culturale e ambientale (leggi anche: Sebastiano Tusa promotore del Parco di Pantelleria. Il cordoglio del Sindaco e della politica).

Dopo avere in parte abbandonato la ricerca sul campo, si era occupato di amministrazione dei beni culturali nei ruoli della Regione Siciliana, guidando la Soprintendenza di Trapani. Nel gennaio 2010 era stato nominato Socio Onorario dell’Associazione Nazionale Archeologi.

L’assessore  Giuseppe Mazzonello così lo ricorda, appena appresa la notizia della sua tragica morte:

“Un grande uomo prima di tutto. L’archeologia la sua grande passione, un professionista che amava il proprio lavoro. 
L’ estate scorsa nella sua amata Pantelleria, al Castello, ho avuto modo di apprezzare le sue qualità umane e lo spessore culturale. L’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Sebastiano Tusa (vicino al Sindaco Vincenzo Campo), ebbe a sottolineare: “Pantelleria è la porta d’Europa della Cultura per la sua stratificazione storica, verso il nuovo continente.”
L’Isola di Pantelleria ieri dopo aver appreso la triste notizia della scomparsa nell’incidente aereo, raccoglie una eredita’ culturale, da proteggere e da valorizzare, dal valore inestimabile.
#Grazie Professore !!”.

Marina Cozzo

 

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