Sicilia a rischio di Tsunami

Oggi é stata pubblicata la prima mappa di pericolosità degli tsunami generati dai terremoti nel Mediterraneo, Atlantico Nord-Orientale chiamata Tsumaps-Neam, il cui progetto è coordinato dall’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia). .

Dai dati riportati questi violenti fenomeni  possono verificarsi anche nel nostro mare.

In Italia ci sono diverse zone dove maggiore è la probabilità: sono la Sicilia orientale, la Calabria ionica, il Golfo di Taranto e il Salento.

Nel Mediterraneo le tre zone che possono generare i terremoti più forti, e quindi anche gli tsunami più grandi, sono “l’arco ellenico, cioè la zona che va da Cefalonia a Rodi, l’arco di Cipro, che arriva fino al Libano, e l’arco Calabro”.

In Italia la maggiore pericolosità si ha nella Sicilia orientale e nello Stretto di Messina, in Salento, Calabria ionica e Basilicata.

Nel Mediterraneo occidentale altre zone di pericolosità, seppur minore, sono Sardegna meridionale, Sicilia e Mar Ligure perché ci sono delle faglie attive sulla costa nordafricana.

 

L’Italia, in ogni caso, dal 2017 ha istituito il Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti di origine sismica (SiAM), coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile nazionale, con Ingv e Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). L’Ingv effettua la prima parte dell’allerta, determinando i parametri del terremoto e stimando il loro potenziale di provocare uno tsunami, per poi attenzionare la Protezione civile e ai Paesi dell’area euro-mediterranea.

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